Domande Frequenti e
Glossario Ereditario
Il mondo delle successioni è pieno di termini complessi e inusuali. Abbiamo tradotto il "legalese" in spiegazioni semplici e pratiche per aiutarti.
Il Vocabolario della Successione
Riferimenti Normativi (C.c.)
Le etichette con l'icona del libro indicano l'articolo di riferimento del Codice Civile italiano (abbreviato in C.c.), il testo unico che include, tra le altre, la disciplina del diritto di famiglia e delle successioni.
Asse Ereditario
L'insieme di tutti i beni (immobili, liquidità, aziende) e delle passività (debiti) che restano dopo la morte del De Cuius.
De Cuius
Termine giuridico latino che indica la persona defunta (colui della cui eredità si tratta).
Chiamato all'Eredità
Colui a cui viene offerta l'eredità (per legge o testamento) ma che non ha ancora deciso se accettarla o rinunciarvi. Finché non accetta, non è proprietario dei beni.
Accettazione Espressa
L'atto formale con cui il chiamato dichiara di voler diventare erede, firmato davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale competente. È indispensabile per vendere immobili ereditati, sbloccare conti correnti o trascrivere beni a proprio nome.
Accettazione Tacita
Avviene quando il chiamato compie atti che presuppongono la volontà di accettare l'eredità: pagare bollette con i fondi del defunto, riscuotere affitti, disporre dei beni ereditari. Attenzione: non è necessaria alcuna firma — chi compie questi atti è già erede a tutti gli effetti, con i relativi diritti e debiti.
Erede
Il chiamato che ha formalmente (o tacitamente tramite le sue azioni) accettato l'eredità, subentrando così nel patrimonio e nei debiti del defunto.
Quota di Legittima (o Riserva)
La porzione di patrimonio di cui non si può disporre liberamente. La legge italiana la riserva obbligatoriamente ai Legittimari: coniuge, figli e, in loro assenza, ascendenti.
Quota Disponibile
La parte di patrimonio che la persona è libera di assegnare a chiunque (amici, associazioni, un figlio specifico) tramite un testamento.
Successione Legittima
Avviene quando manca in tutto o in parte un testamento. È regolata in automatico sulle quote previste dal Codice Civile.
Successione Testamentaria
Tipologia di successione regolata (completamente o parzialmente) dalle ultime volontà scritte nel testamento.
Comunione Ereditaria
La situazione per cui, mancando una divisione specifica dei beni, più eredi diventano comproprietari dello stesso bene, con potenziale rischio di liti.
Fratelli Germani
Sono i fratelli e le sorelle che hanno in comune entrambi i genitori. Nel linguaggio giuridico, il termine deriva dal latino germen (seme). Nelle successioni legittime (senza testamento), ai fratelli germani spetta una quota piena dell'eredità.
Fratelli Unilaterali
Sono i fratelli e le sorelle che hanno in comune un solo genitore. Si distinguono in "consanguinei" (stesso padre) o "uterini" (stessa madre). La legge stabilisce che ai fratelli unilaterali spetti una quota pari alla metà di quella spettante ai fratelli germani.
Linea Retta e Linea Collaterale
Indica il legame di parentela. La linea retta unisce le persone di cui l'una discende dall'altra (es. genitori e figli, nonni e nipoti). La linea collaterale unisce persone che, pur avendo uno stipite comune (es. i genitori o i nonni), non discendono l'una dall'altra (es. fratelli, zii e cugini). È in questa linea che la distinzione tra fratelli germani e unilaterali diventa rilevante per il calcolo delle quote.
Rendita Catastale
Valore fiscale di base attribuito dall'Agenzia delle Entrate a un immobile, dipendente da zona, categoria e classe. Serve come base per calcolare il Valore Automatico su cui si pagano le tasse.
Valore Automatico (o Catastale)
Il valore automatico è il valore di un immobile ottenuto moltiplicando la Rendita Catastale per i coefficienti di legge (per esempio 126, o 115,5 in caso di agevolazione di prima casa, per gli immobili in categoria A e C, esclusi A/10 e C/1). Spesso questo valore è inferiore al valore di mercato dell'immobile.
Usufrutto
Diritto di godere di un bene altrui (es. abitare una casa o affittarla) solitamente per tutta la vita, pur non essendone proprietari.
Nuda Proprietà
La situazione di chi possiede le mura di un immobile, ma non ha il diritto di usarlo finché è in vita l'usufruttuario. Utile per anticipare la successione minimizzando le tasse.
Diritto di Abitazione
Indipendentemente dalle quote, al coniuge superstite spetta per legge il diritto di continuare ad abitare la casa familiare e usare i mobili in essa contenuti.
Dichiarazione di Successione
Adempimento fiscale obbligatorio con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate i beni ereditati per il calcolo delle imposte. Va presentata entro 12 mesi dal decesso.
Beneficio d'Inventario
Procedura consigliata quando si sospetta un'eredità dannosa (debiti superiori ai crediti). Permette di tenere separati i beni del defunto dai propri, rispondendo dei debiti solo entro il valore ereditato. Obbligatoria per minori e incapaci. Attenzione: un chiamato nel possesso dei beni ha solo 3 mesi solari dal decesso per fare l'inventario, pena l'accettazione pura e semplice. Chi non è in possesso dei beni ha fino a 10 anni.
Testamento e Legge
Chi eredita se non faccio testamento?
La successione è regolata dalla legge (Codice Civile). Il patrimonio viene diviso tra i parenti più stretti: al coniuge e ai figli, o in loro assenza a fratelli, genitori e via via fino ai parenti di 6° grado. In mancanza assoluta di parenti, i beni passano allo Stato.
Calcola le quote di leggePosso diseredare un figlio o il coniuge?
No, nell'ordinamento italiano questa facoltà è esclusa dal meccanismo delle quote di legittima, o di riserva (vedi sopra). L'unico caso previsto dalla legge è la cosiddetta "indegnità" a succedere che però non dipende dalla volontà del de cuius ma da un'azione particolarmente grave dell'indegno (per esempio aver attentato alla vita del de cuius, con o senza successo). In generale il coniuge e i parenti in linea retta sono sempre tutelati dalla Quota di Legittima. La libertà testamentaria copre unicamente la cosiddetta Quota Disponibile.
Simula diverse distribuzioni per trovare l'equilibrio perfettoI fratelli ereditano tutti in parti uguali?
Non sempre. Se la successione è regolata dalla legge (senza testamento), i fratelli "germani" (stessi genitori) ricevono una quota intera, mentre ai fratelli "unilaterali" (un solo genitore in comune) spetta per legge la metà di quanto ricevuto dai germani. Questa distinzione non si applica invece ai figli del defunto, che ereditano sempre in parti uguali tra loro.
Tasse e Immobili
Quanto si paga di Tasse di Successione?
Dipende dal Grado di Parentela e dal valore ereditato:
- • Coniuge e figli: 4%, solo sul valore che supera 1.000.000 € (la franchigia) per ogni erede.
- • Fratelli e sorelle: 6%, con franchigia di 100.000 € per ognuno.
- • Parenti fino al 4° grado: 6%, senza franchigia.
- • Altri / Estranei: 8%, senza franchigia.
Che cos’è l’agevolazione "Prima Casa" in successione?
Le imposte di base per il trasferimento di immobili sono Ipotecaria (2%) e Catastale (1%). Se, però, almeno uno dei beneficiari ha i requisiti Prima Casa (es. non possiede altre abitazioni e fisserà lì la residenza), queste due imposte scendono a soli 200€ ciascuna (totale = 400€ a prescindere dal valore catastale). È un risparmio molto importante.
Dove trovo la Rendita Catastale?
La rendita catastale è indicata nella visura catastale dell'immobile. Le visure catastali possono essere estratte gratuitamente (per i beni di proprietà) dal sito dell'Agenzia delle Entrate accedendo con SPID o CIE tramite il servizio "Consultazione personale online".
Leggi la nostra guida su come estrarla gratis →
Una volta ottenuta la rendita, puoi usarla per calcolare il valore fiscale dell'immobile.
In Pratica
Cos’è il diritto di abitazione del coniuge superstite?
È il privilegio stabilito dalla legge: al coniuge sopravvissuto (o persona unita civilmente) spetta sempre il diritto di continuare ad abitare la casa adibita a residenza familiare e di usare i mobili al suo interno. Questo diritto prevale sulle quote ereditate dagli altri, e prescinde anche da eventuali debiti gravanti sul bene, come per esempio un mutuo.
Calcola il valore del diritto d'abitazione (il valore è assimilato a quello dell'usufrutto)Chi paga i debiti del defunto?
I debiti si trasferiscono in modo proporzionale agli eredi che hanno accettato la successione in modo "semplice". Per non rischiare di pagare i debiti ereditari attingendo ai propri risparmi personali, occorre fare l'Accettazione con Beneficio d'Inventario (che limita la responsabilità fino al limite del valore dei beni ereditati) oppure, nei casi di grande incertezza sull'ammontare dei debiti, quando l'ipotesi è che siano maggiori dell'attivo si può optare per la Rinuncia all'Eredità.
Al momento della morte cosa succede ai conti correnti in banca o in posta?
Non appena la banca o la Posta viene informata del decesso, i conti operativi e i dossier titoli (azioni, fondi) vengono bloccati. Da quel momento la liquidità non può essere toccata. Per sbloccarli, gli eredi dovranno chiudere la Dichiarazione di Successione Agenzia Entrate e presentare in filiale la relativa Ricevuta Registrata (insieme all'Atto Notorio). Va però ricordato che finché c'è liquidità sul conto, eventuali disposizioni di pagamento ricorrenti, come ad esempio le bollette delle utenze domiciliate sul conto, continuano ad essere prelevate.
Quando devo fare la dichiarazione di successione?
La Dichiarazione di Successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (che generalmente coincide con la data del decesso). Le sanzioni per l’omissione o il ritardo possono arrivare fino al 240% dell’imposta dovuta. Ne basta presentare una sola per tutti gli eredi.
Esiste però un'esenzione: non c'è l'obbligo di presentarla se l'eredità viene lasciata al coniuge e/o ai parenti in linea retta (es. figli, genitori), ha un valore non superiore a 100.000 € e NON comprende né immobili (case, terreni) né diritti reali immobiliari. In tutti gli altri casi, l'adempimento è obbligatorio.
Fai il test col Calcolatore Successione per verificare le quote, le tasse e capire se sei nei limiti di esenzioneDevo fare qualcosa per diventare erede?
Dipende da come ti comporti. In Italia puoi diventare erede in due modi, senza necessariamente firmare nulla.
Con l'accettazione espressa firmi un atto formale davanti a notaio o cancelliere: è la strada più sicura e quella necessaria per sbloccare conti, vendere immobili o trascrivere beni.
Con l'accettazione tacita diventi erede automaticamente se compi atti incompatibili con la qualità di semplice "chiamato": pagare utenze con i fondi del defunto, riscuotere affitti, disporre dei beni ereditari. Non serve alcuna firma: basta il comportamento.
In entrambi i casi erediti sia i beni che gli eventuali debiti del defunto.
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Ho 10 anni per accettare: ma cosa succede se aspetto?
Il termine di 10 anni (Art. 480 C.c.) è il limite massimo entro cui puoi esercitare il diritto di accettare. Ma aspettare ha conseguenze concrete che è bene conoscere.
Nel frattempo non puoi vendere né ipotecare gli immobili ereditati, e i conti correnti del defunto restano bloccati in banca.
Se nel frattempo hai già compiuto atti di gestione del patrimonio (vedi "Accettazione Tacita" nel Glossario), potresti essere già considerato erede anche senza aver firmato nulla.
C'è poi la questione dei debiti: se accetti dopo 3 mesi dall'apertura della successione senza aver fatto l'inventario, rispondi dei debiti del defunto con il tuo patrimonio personale — senza limiti. (Vedi "Beneficio d'Inventario" nel Glossario.)
Il consiglio pratico: non attendere. Se l'eredità è sana, accetta. Se hai dubbi sui debiti, valuta subito l'accettazione con beneficio d'inventario.
Sono passati anni dal decesso: posso ancora fare qualcosa?
Sì, fino al decimo anno dalla data del decesso puoi ancora accettare formalmente l'eredità — ma ci sono alcune cose da verificare prima.
Se hai già gestito beni del defunto (pagato spese, riscosso somme, usato immobili), potresti essere già erede per accettazione tacita anche senza averlo voluto esplicitamente.
Se non hai mai fatto nulla, puoi ancora accettare con atto formale. Dopo i 10 anni invece il diritto si prescrive definitivamente: i beni non reclamati possono essere devoluti allo Stato.
Dopo qualche anno dalla successione la situazione è spesso più intricata: immobili con più comproprietari, debiti dimenticati, conti ancora bloccati. In questi casi una consulenza preliminare ti evita errori costosi.
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